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Margaret Rutherford: i misteri dietro Miss Marple

Ci sono vite che sembrano scritte per il cinema. Quella di Margaret Rutherford, curiosamente, avrebbe potuto essere scritta anche per un romanzo giallo. L’attrice britannica, entrata nell’immaginario collettivo nei panni di Miss Marple, ebbe una vita privata molto più movimentata di quanto il suo celebre personaggio lasciasse immaginare.
Tra le pagine della sua storia personale si incontrano fatti che sembrano appartenere alla narrativa poliziesca. E proprio per questo, ripercorrere alcune vicende della sua vita significa scoprire un lato di Margaret Rutherford che difficilmente potrebbe essere inventato.

Perché, a volte, la realtà non ha bisogno di un detective per costruire un mistero.

margaret rutherford
Margaret Rutherford
N/A studio, Public domain, via Wikimedia Commons

Un delitto prima della nascita

Quando Margaret Rutherford nacque, l’11 maggio 1892, il passato della sua famiglia nascondeva già una vicenda che sembrava uscita da un romanzo giallo.

Suo padre, William Rutherford Benn, era figlio del reverendo Julius Benn. Nel dicembre del 1882 sposò Florence Nicholson, la cui famiglia aveva già conosciuto una tragedia: una delle sorelle di Florence era morta suicida. Un’altra, Bessie Nicholson, avrebbe invece avuto un ruolo fondamentale nella vita della futura attrice.

Quando sembrò stare meglio, suo padre Julius lo portò a Matlock, nel Derbyshire, perché potesse riposarsi lontano da Londra. La notte tra il 3 e il 4 marzo 1883, però, William lo colpì alla testa con un pesante vaso da notte in ceramica. Julius morì per le ferite e William tentò subito dopo di togliersi la vita
Riconosciuto malato di mente e non responsabile delle proprie azioni, William finì internato a Broadmoor. Rimase nell’istituto per sette anni, fino alla sua liberazione nel 1890.

La vicenda aveva però lasciato un segno anche sul nome della famiglia. Il cognome Benn era ormai associato pubblicamente al delitto di Matlock e William decise di abbandonarlo legalmente, assumendo quello da nubile di sua madre: Rutherford. Fu così che William e Florence divennero i signori Rutherford.

Nel 1892 nacque a Balham la loro unica figlia, Margaret Taylor Rutherford. Pochi anni dopo la famiglia si trasferì in India, ma anche lì la serenità durò poco. Florence, durante una nuova gravidanza, sviluppò gravi problemi psicologici e si impiccò a un albero nel giardino. Margaret aveva soltanto tre anni.
William riportò la bambina in Inghilterra e la affidò a Bessie Nicholson. Per Margaret, Bessie non sarebbe stata soltanto una zia: sarebbe diventata la sua principale figura materna. Si occupò della sua educazione e continuò a sostenerla anche quando Margaret iniziò a pensare al teatro.

William, invece, tornò per un periodo in India e trascorse poi del tempo a Parigi, prima di rientrare in Inghilterra. Nel 1903 tornò a Broadmoor, dove rimase fino alla morte, nel 1921.

A Margaret, però, venne raccontata un’altra storia. Bessie le disse che suo padre era morto e la bambina crebbe credendo di essere orfana di entrambi i genitori. Quando aveva circa dodici anni scoprì invece che William era ancora vivo e che si trovava a Broadmoor perché aveva ucciso suo padre.

Per Margaret fu uno shock profondo. Le ricostruzioni biografiche descrivono una ragazza terrorizzata dall’idea che quell’uomo potesse un giorno uscire dall’istituto e raggiungerla. A questa paura si aggiunse quella di aver ereditato la fragilità mentale del padre.
Per un periodo si chiuse in se stessa e attraversò una fase di profonda depressione. Il segreto familiare era finalmente venuto alla luce.

La Miss Marple di Margaret Rutherford

Molti anni dopo, Margaret Rutherford avrebbe dato un volto cinematografico a una delle detective più celebri della letteratura britannica: Miss Marple.

Rutherford lavorava già da tempo in teatro e al cinema, ma fu all’inizio degli anni Sessanta che il grande pubblico internazionale iniziò a identificarla soprattutto con l’investigatrice nata dalla penna di Agatha Christie.

Tra il 1961 e il 1964 interpretò Miss Marple in quattro film, tutti diretti da George Pollock. Il primo fu Assassinio sul treno, tratto da Istantanea di un delitto. Seguirono Assassinio al galoppatoio, ispirato a Dopo le esequie, e Assassinio sul palcoscenico, tratto da Fermate il boia. Il quarto, Assassinio a bordo, venne invece scritto direttamente per il cinema.

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Spudgun67, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

La Miss Marple di Rutherford era però molto diversa da quella dei romanzi. Più energica, ironica e irriverente, trasformava la tranquilla signora di St Mary Mead in una detective dalla personalità decisamente più teatrale.

I film ebbero grande successo, anche se Agatha Christie non apprezzò sempre il modo in cui le sue storie erano state adattate. L’autrice riteneva che le pellicole avessero accentuato troppo l’aspetto comico e si fossero allontanate dallo spirito originale dei romanzi.

Con Margaret Rutherford, però, il rapporto era diverso. Christie ne ammirava il talento e nel 1962 le dedicò Assassinio allo specchio, romanzo ispirato anche alla vicenda personale dell’attrice Gene Tierney, con una dedica semplice ma significativa:

“To Margaret Rutherford in admiration”.

La scrittrice poteva quindi non amare del tutto quella versione cinematografica di Miss Marple, ma riconosceva il talento dell’attrice che le aveva dato vita.

Il mistero dell’eredità

Se sullo schermo Margaret Rutherford era diventata una detective, nella sua vita reale sarebbe comparsa, molti anni dopo, in una vicenda degna di un’indagine.

Margaret morì il 22 maggio 1972. Il marito Stringer Davis, attore che aveva sposato nel 1945 e che aveva recitato con lei nei film di Miss Marple, morì l’anno successivo. A occuparsi di lui era rimasta Violet Lang-Davis, un’ex cantante lirica che viveva con la coppia.

Il mistero iniziò con il testamento di Davis. Margaret non ne aveva lasciato uno, mentre quello del marito destinava il patrimonio alla moglie, ormai morta. Violet rimaneva quindi esclusa dall’eredità.

Poco dopo, Violet consegnò al sacerdote Joseph Williams un documento che dichiarava essere il testamento di Margaret e che la indicava come unica beneficiaria.

Nel frattempo aveva iniziato a vendere alcuni oggetti della coppia, tra cui l’Oscar e il Golden Globe vinti da Margaret per International Hotel. Si rivolse all’antiquario John Harvey, sostenendo di essere una nipote dell’attrice. Harvey le pagò 1.013 sterline: 30 per l’Oscar, mentre tenne il Golden Globe.

Poi Violet denunciò un furto. L’indagine venne affidata al sergente investigativo Paul Hunter. Quando Hunter contattò Harvey, la versione di Violet iniziò a crollare. Un esperto di grafia stabilì inoltre che il presunto testamento era stato falsificato.

Nell’ottobre del 1975 Violet venne arrestata, ma non si presentò al processo. Il mandato di arresto emesso nei suoi confronti non fu mai eseguito.

Nel 1985 riemersero due medaglie appartenute a Margaret, comparse da Sotheby’s. L’Oscar e il Golden Globe, invece, non furono mai ritrovati.

Hunter cercò nuovamente di rintracciare Violet, senza successo. Una nota del Director of Public Prosecutions registrò infine che Lang-Davis non aveva mai affrontato il processo ed era ancora a piede libero.

La vita di Margaret Rutherford come in un romanzo giallo

La vita di Margaret Rutherford sembra attraversata da una curiosa ironia.

Da bambina scoprì che il padre che credeva morto era ancora vivo e che aveva ucciso suo padre. Da adulta diventò invece il volto cinematografico di Miss Marple, una delle più celebri investigatrici della letteratura.

E quando Margaret morì, lasciò dietro di sé una vicenda che avrebbe potuto tranquillamente diventare la trama di un giallo: un’eredità contesa, un testamento falso, premi scomparsi, una falsa denuncia di furto e una donna che riuscì a sfuggire al processo.

Margaret Rutherford interpretò una detective capace di osservare gli altri, fare domande e arrivare alla verità. Nella sua vita, invece, alcuni misteri rimasero senza una vera soluzione.